Il lavoro dell'attore deve essere sempre finalizzato ad uno spettacolo; in esso si definisce il nostro mestiere, senza di esso non esistiamo professionalmente.

La pretesa di un teatro che non sia indirizzato alla nascita di uno spettacolo è una pretesa masturbatoria.

Lo spettacolo è il luogo delle relazioni a cui aspira il teatro; in esso il bios degli attori si fonde ed incontra quello degli spettatori.

Requiem popolare

a Bulow, a 'Tzigari, agli altri.
“Chi ci racconterà della nostra primavera,
quando l'ultima foglia sarà caduta oramai?”
Requiem popolare

 

Requiem popolare

 


Requiem Popolare è una partitura vocale, strumentale e fisica per attori e musicisti.
Una messa requiem contemporanea scritta per scongiurare lo sfilacciarsi della memoria collettiva.
Il gioco teatrale parte dall'ipotetica morte dell'ultimo partigiano rimasto in vita, dell'ultimo
testimone dei fatti della resistenza italiana.
La resistenza è qui vista come momento storico in cui alcuni individui sono riusciti a fondere
questione sociale e questioni personali.
In Requiem Popolare la crudeltà e la pietà tentano di svelarsi e di mascherarsi; è uno spettacolo
realizzato secondo la ricerca attorno ad un teatro “dei sintomi” ed è quindi fruibile da spettatori
di qualsiasi cultura, linguaggio, esperienza.

Requiem Popolare
Ballate per la memoria!

Di Francesco Chiantese e Maurizio Costantini
musiche originali composte ed eseguite da Maurizio Costantini e Sergio Trotta
Scrittura scenica di Francesco Chiantese
con Francesco Chiantese, Erika Cherubini, Francesco Cacciante
prodotto da Officine d'Elsa
Durata: 50'
Spettatori: ridotto (da calcolare in base allo spazio)
Allestimento: per spazi non convenzionali, spazio scenico ideale 5mx20m
Esigenze tecniche: possibilità di oscurare totalmente, una presa di corrente da 3kw

Guarda il trailer

 

Galliera immagini di Giuliana Farrugia