Moby Dick Blues

Lascio una scia bianca e torbida; pallide acque, gote ancor più pallide, dovunque io navighi. I flutti gelosi si gonfiano ai lati per sommergere la mia traccia; lo facciano; ma prima io passo.”

(Achab: XXXVII; p. 220 - Trad. Cesare Pavese)

 

"La prima volta che ho incontrato il blues fu quando mi portarono qui su una nave.  C'erano uomini su di me e molti altri usavano la frusta ... adesso tutti vogliono sapere perché canto il blues ..."

(B.B. King)

 

Non c’è che un genere di blues. Ed in qualche modo equivale a quello, a quello che c’è tra un uomo e una donna che si amano. […] ed io qui sto parlando di blues! mica di stronzate qualunque!”

(Son House, Introduzione a Black Snake Moan

 

Moby dick blues è nato come un gioco, e ne conserva la freschezza; due amici, Francesco Chiantese e Mike Ballini, che non si erano mai esibiti assieme decidono di farlo in occasione di una festa di raccolta fondi presso l’ex manicomio di San Salvi.

Si danno un tema (Moby dick di H. Melville), una chiave di lettura (il blues, amore comune dei due) e niente altro.

Lo spettacolo nasce da quella serata, da quei trenta minuti di improvvisazione totale, tra racconti, aneddoti, canzoni e tantissima musica blues; quella stessa sera si unisce a loro Mattia Pecorini con la sua poetica dadaista e surreale. La splendida riuscita di quella serata ("Smontando ci siamo accorti che i tecnici canticchiavano la canzone alla fine dello spettacolo e ne rimanemmo impressionati! Francesco aveva appuntato il testo su un foglio in autogrill, mentre arrivava a Firenze; assieme avevamo concordato solo la tonalità, il mi minore, e non sapevamo niente altro quando salimmo sul palco") ha decretato la nascita di un vero e proprio spettacolo.

Si scherza, ci si commuove, si toccano tutte le emozioni che il grande romanzo di Melville sa dare e si danza all'interno del suo immaginario a ritmo di Blues.

I tre artisti dialogano tra di loro, si provocano, duellano e vanno a braccetto ed intanto tra loro ed il pubblico (che spesso partecipa al gioco) rinasce il mito della “balena bianca” e del capitano Achab e, fuor di metavora, si ragiona sul rapporto tra la vita ed le utopie.

Perché di questo si parla in Moby Dick Blues, vita ordinaria (con tutti i suoi colori) e grandi utopie.

 

"Si cade per moto naturale, ci si rialza per ostinazione, coraggio, imprudenza.
E’ innaturale, quindi, stare dritti fermi sul punte di una nave, eppure dopo qualche giorno ci riesci."  - Diario di Bordo, Moby Dick Blues

"Ti ho visto con un uomo e so che un amo non basterà / ho cercato nel mio secchio, e non ho esche per te / dovrò usare il mio rampone baby, / e lo userò" - Il mio rampone, Moby Dick Blues

 

Moby dick blues

Un racconto psichedelico improvvisato

da uno studio di Francesco Chiantese

sui testi Moby Dick di H. Melville nella traduzione di C.Pavese e sui testi della tradizione Blues

con Mike Ballini (chitarre), Francesco Chiantese (voce, chitarra, armonica) e Matteo Pecorini (voce, incursioni)

musiche originali eseguite dal vivo da Mike Ballini

testi originali di Francesco Chiantese

scrittura scenica di Francesco Chiantese, Matteo Pecorini

coordinamento
Teatro dei sintomi

Prodotto da Accademia Minima del Teatro Urgente - Teatro dei Sintomi

in residenza creativa presso

Chille de la Balanza, Area San Salvi (Firenze)

durata 1h e 20’

 

Adattabile a spazi convenzionali e non convenzionali; disponibile in versione buskers, in versione "duo", ed in versione "special" (con band completa ed ospiti)

 Per qualsiasi informazione e per la scheda tecnica scrivete pure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 E' attivo il sito internet del progetto all'indirizzo www.mobydickblues.it