Cretti, o delle fragilità

Perché non è possibile cogliere Dio coi propri sensi? Per quale ragione si nasconde tra mille e
mille e preghiere sussurrate e incomprensibili miracoli? Perché io dovrei avere fede nella fede
degli altri? Che cosa sarà di coloro i quali non sono capaci né vogliono avere fede? Perché non
posso uccidere Dio in me stesso? Perché continua a vivere in me sia pure in modo vergognoso e
umiliante anche se io lo maledico e voglio strapparlo dal mio cuore? E perché nonostante tutto egli
continua a essere uno struggente richiamo di cui non riesco a liberarmi?”
Confessione di Antonius Block alla Morte
ne Il settimo sigilli di Ingmar Bergman

E' nel momento in cui si manifestano in tutta la loro fragilità che gli esseri umani si assomigliano ed
è proprio nel momento in cui la frattura avviene, nel passaggio tra l'equilibrio e la perdita
dell'equilibro, che l'essere umano può riconoscersi.
Entrando ed uscendo dai testi di Bergman i due artigiani dialogheranno alla ricerca del punto di
rottura, cercheranno di fotografarlo, di dilatarlo e di mostrarlo al pubblico perché vi si riconosca.
I brandelli di testo sono presentati al pubblico con semplicità, quasi a mani nude, come in un “a
parte”; al centro della scena resta il corpo, svelato e non mostrato, suggerito e non detto, che
affronta frammento dopo frammento una drammaturgia esplosa che si ricompone piano davanti al
pubblico per poi dissolversi delicatamente in un momento di riconciliazione, di pace, di scoperta
della serenità in un piccolo istante.

 

Cretti

da uno studio di Francesco Chiantese

sui testi di Ingmar Bergman

con Elisa Bartoli

coreografie di Elisa Bartoli

scrittura scenica di Francesco Chiantese

Prodotto da Accademia Minima del Teatro Urgente - Teatro dei Sintomi

in residenza creativa presso

Teatro degli Arrischianti di Sarteano (Dal 25 al 31 ottobre 2015)

I Macelli di Certalo (dal 9 all'11 dicembre 2015)

Chille de la Balanza, Area San Salvi (Firenze) (dal 29 al 31 gennaio 2016)

 

Galleria fotografica delle prove

 Trailer